top of page
  • Mari

REPORT SEMINAria

Aggiornamento: 21 dic 2018

SEMInARIA riGENERIamociLIBERAmente

Il 9 10 11 NOVEMBRE a Roma 

SCUP Sport CUltura Popolare, via della stazione Tuscolana 82/84 

                                                                    contatto retecorpieterranudm@gmail.com La Seminaria #riGENERIamociLIBERAmente è partita dal desiderio di creare uno spazio di libertà e di autodeterminazione, aperto a tutti i corpi e rifiutando ogni forma di violenza su tutte le soggettività, umane e non. È stata convocata

con una call diffusa a livello nazionale https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria/call

si è aperto un profilo Facebook

https://www.facebook.com/semiinaria.rigeneriamociliberamente.3

costruito un programma https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria/programmaavviato

un sitoweb https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria che continua ad essere operativo anche dopo la seminaria

e una bacheca https://padlet.com/riGENERIamociLIBERAmente/SEMInARIA

La SEMInaria è stata pubblicata sul sito nazionale di NUDM https://nonunadimeno.wordpress.com/2018/11/01/call-seminaria-rigeneriamociliberamente/ https://nonunadimeno.wordpress.com/2018/11/01/campagna-rigeneriamoci-liberamente/https://nonunadimeno.wordpress.com/2018/11/01/programma-seminaria-rigeneriamociliberamente/https://nonunadimeno.wordpress.com/2016/11/07/materiali-per-la-stampa/




Speriamo tu ti sia sentito liberu di attraversare e vivere questo spazio come sei, senza però prevaricare o assumere atteggiamenti, comportamenti o linguaggi violenti, o che possano aver fatto sentire a disagio le altre persone con cui sei entratu in relazione.Non si può dare per scontato orientamento sessuale, identità di genere, pronomi e declinazioni di genere, storie ed esperienze delle altre persone Usare il pronome e/o la declinazione di genere che ogni persona ha indicato sulla propria maglia insieme al nome è stata la prima forma di rispetto e di partecipazione collettiva alla costruzione di uno spazio sicuro, o quantomeno safer. Se la persona con cui stai entrando in relazione non ha indicato il suo pronome/declinazione di genere la cosa migliore è chiedere.Alcune persone scelgono di usare la declinazione neutra di genere (in italiano "u") anziché la declinazione femminile ("a") o maschile ("o") di genere. Importante rispettare il loro diritto. 





Ci siamo propostu di costruire uno spazio che rifiutasse ogni forma di pensiero gerarchico e la sua traduzione in discriminazioni quali razzismo e xenofobia, transmisoginia e sessismo, LGBPT*QIA-fobia (comunemente abbreviata in lesbo/omo/trans-fobia), abilismo, classismo, ageismo e adultismo, uno spazio che rifiutasse pertanto i comportamenti oppressivi e le molestie  nei confronti di soggettività umane e non. che rispettasse i confini emotivi e fisici delle altre persone. Abbiamo stabilito che l’interazione tra due persone deve basarsi sul consenso. Prima di instaurare qualsiasi forma di contatto fisico, assicurarsi che l’altra persona sia d’accordo. NO SIGNIFICA NO e Sì E' REVERSIBILE. Abbiamo creato il gruppo  "Rispetto, Consapevolezza e Gestione del Conflitto" riconoscibili da un nastrino fucsia in modo che eventuali disagi  potessero essere comunicati. 




Abbiamo scelto una modalità laboratoriale che se pur strutturata contempli la capacità creativa dell’universalità e non induca alla valutazione di capacità superiori/inferiori tanto meno di talenti speciali e che motiva alla creazione del 'CERCHIO' LUDICO.  La seminaria si è articolata in laboratori e spazi artistici:  il teatro, la performance in genere, la presenza della musica e delle forme colorate, del pensiero creativo raccontato e/o scritto, ma soprattutto la presenza del corpo in scena e la sua partecipazione. La corporeità si manifesta quando è in espressione e in relazione con altri corpi e con l’ambiente circostante. Siamo consapevoli del fatto che modalità standard/patriarcali non ci permettono di offrire e ricevere elementi ed alimenti connaturati alla nostra dimensione erotico/affettiva, a quella del nutrimento, della relazione con l’ambiente animato ed inanimato e della professione. Le arti tutte, quando non sono asservite al sistema capitalistico e manipolativo, da sempre rappresentano il luogo sociale-politico-spirituale, nel lavoro e nei momenti di piacere, che veicola i bisogni e i desideri delle persone; un medium grazie al quale si parte da … e si arriva a … Un viaggio!  Un elemento fondamentale che riconosciamo alle arti è quello di risvegliare e coinvolgere, anche quando ci riferiamo all'incontro tra artista in scena ed il pubblico, l’aspetto sensoriale e risuonare in modo differente per ognunu/o/a di noi. Praticare le arti in modo aggregante non è solo condividere un progetto in modo cooperativo ma è anche decostruire e ricostruire se stessi in modo amorevole grazie ad un processo creativo che si sviluppa nell’intento di porre l’organismo in una relazione che diviene TransPersonale e sviluppa dimensioni TransCulturali. Ciò che avviene tra i corpi va al di là del duo e del gruppo stesso che si trova in relazione; l’aspetto fisico, mentale ed emozionale partecipano all’unisono in una forma espressivo/relazionale e nella percezione dell’autenticità.  SEMInARIA è il desiderio, anche attraverso le arti, di accostare quelle forme di vita che percepiscono e vivono delle disconnessioni organismiche qui ed ora verso un dialogo più coesivo e nello stesso tempo far divenire il CORPO una forma d’arte funzionale alla disconnessione di quei ‘campi’ di sofferenza.  



Nello spazio della nave in cui abbiamo lavorato, ci sono stati incontri, abbiamo dialogato e discusso, abbiamo giocato divertendoci, hanno circolato forti emozioni e racconti di vita, ci sono stati i banchetti della casa editrice Golena, del collettivo Zinne, di Tuba con libri, lubrificanti e sex toy, di Oltre la specie e della stessa Seminaria  Il Menù che abbiamo formulato e proposto è il risultato di una riflessione collettiva che ha coinvolto la cucina di SCUP. Partendo dal veganismo come pratica antispecista, ecofemminista e transfemminista e scegliendo i prodotti provenienti da agricoltura biologica e la filiera corta dei gruppi d’acquisto anziché quei prodotti la cui coltivazione ha un impatto insostenibile su altri popoli e territori, e ripercussioni tragiche sui lavoratori sfruttati nelle terre italiane, abbiamo poi ragionato da un’ulteriore prospettiva emancipatoria dalle strutture di pensiero gerarchiche che spesso opprimono chi si trova a fare scelte alimentari motivate da ragioni etiche, e da quelle forme di abilismo che di fatto marginalizzano o escludono dall’offerta gastronomica chi si scontra con le difficoltà che derivano da allergie e intolleranze alimentari.Vogliamo liberazione per tuttu, dunque il menù della Seminaria sarà:vegano, biologico, equosolidale e per buona parte da filiera corta, ed è stato formulato tenendo presente tutte le principali allergie alimentari, sarà dunque:senza glutine, a basso contenuto di Nichel, senza fave, senza zolfo (senza aglio e senza cipolla), senza noci (e familiari), senza sesamo e arachidisenza soia, senza solanacee (pomodori, melanzane, peperoni) fatta eccezione per le patate. Abbiamo invitato le persone a portare piatto e posate per i pranzi e le cene per evitare il più possibile l'uso di prodotti non sostenibili per l'ambiente Durante le giornate della Seminaria #riGENERIamociLIBERAmente è stato possibile stampare (in modo autogestito) il logo della campagna su tessuto che ogni persona ha portato con sé: magliette, shopper e tutto ciò a cui è stato piacevole applicare il logo. I colori? verde e fucsia!



VENERDÌ 9 NOVEMBRE 

Abbiamo partecipato al Laboratorio a cura di Teatro dell'Oppressao con Claudia e Olivier: Giochi progressivi per mettere in scena la violenza, con i corpi e le storie personali divertendoci, collettivamente. In questo laboratorio si è lavorato sugli ostacoli ai nostri desideri e alle pratiche che possono consentirci di superarli. Abbiamo lavorato con la tecnica del teatro immagine.Il teatro dell’oppresso ha favorito un nuova modalità di reciproca interazione, meno logocentrica, più diretta, emozionale, ludica, corporea. Mentre si superavano un po’ più velocemente le barriere che dividono le singolarità, si avvertiva di percorrere una traccia ben precisa verso una maggior capacità di condivisione e cooperazione. Il laboratorio ci ha consentito di riflettere su molti aspetti della nostra vita quotidiana e sulle pratiche collettive che stiamo sperimentando 

Dopo la cena (*) abbiamo partecipato alla "lezione performativa di storia trans* Mi chiamo Egon #2 “Un posto nella storia” di e con Egon Botteghi e Michela Angelini. Sono seguite le riflessioni collettive a partire dalle performance e dal laboratorio della giornata. In questo  testo teatrale viene contrapposta la storia di una transizione ftm del nostro paese, tra pressione sociale e dispositivi medici e alcune vicende di persone “trans” nella storia e in altre culture, per far apparire come la persona trans non abbia bisogno per vivere e per identificarsi positivamente del potere "salvifico", coercitivo e ricattatorio  dei nostri dispositivi medici e legali. Attraverso l’uso di alcune immagini viene posta in essere anche una riflessione sull’accostamento “sacrificale” tra le persone trans e le persone animali non umane.“E’  importante ricordare che le persone trans non sono nate nel XX  secolo con lo sviluppo della tecnologia o con le definizioni dei  medici. Da molto prima che esistesse un termine per questo tipo di  esperienza, ne troviamo innumerevoli tracce nella storia (…). Non possiamo definirle con termini che sono sorti solo di recente (…)  ma possiamo trovare un filo conduttore che unisce chi oggi si riconosce come trans a queste tante tracce nella storia e in luoghi lontani dal nostro” Alex B. “LA società de/generata. Teoria e  pratica anarcoqueer" Nautilius, Torino 2012

SABATO 10 NOVEMBRE

Abbiamo ripreso i lavori con il laboratorio a cura di Teatro dell'Oppressao con l'obiettivo di preparare degli interventi performativi da proporre al presidio contro il DDL Pillon. Lavorando in tre gruppi e continuando ad usare la tecnica del teatro immagine abbiamo preparato 3 immagini che riproducevano alcuni aspetti delle conseguenze e dei contenuti del DDL e che poi si trasformavano nei nostri sogni di cambiamento:  1. dalla figlia a cui si impone un tempo di genitorialità non possibile a una decisione condivisa all'interno della famiglia 2. lo stato e la chiesa fuori dalle nostre relazioni sentimentali e familiari3. dall'imposizione del matrimonio anche quando non funziona con il carico di violenza che questo comporta alla liberazione  Abbiamo concluso le tre performance insieme con il canto della canzone inventata al momento: «Neanche con tanto zucchero il Pillon va giù, il Pillon va giù, il Pillon va giù Neanche con tanto zucchero il Pillon va giù, E non ci provate più!» Abbiamo quindi preso insieme il bus che ci ha portato in piazza dove abbiamo fatto in tempo a proporre dal palco le tre performance.  Abbiamo voluto affermare attraverso queste peerformance che non ci faremo ricacciare indietro dai disegni di legge Pillon che vogliono imporre e riprodurre un modello familiare patriarcale tradizionale, eteronormato, e cis-normato nell'evidente intenzione di cancellare anche il cammino intrapreso negli ultimi anni sull'autodeterminazione sessuale e di genere. Nella visione di questo governo il discorso sulla genitorialità delle soggettività che si sottraggono al modello tradizionale è chiaramente invalidato e risignificato da una prospettiva di potere lesbo/omo/trans-fobico, xenofobico e capitalista. Nei fatti le pratiche di convivenza, di relazione, la scelta di avere figli o di non averli, il lavoro di cura, sono molteplici e compongono un arcobaleno di famiglie che eccedono e superano questo modello. Rifiutiamo il concetto di "bigenitorialità" e la reintroduzione del "padre" e della "madre" come unico orizzonte possibile riaffermando che la genitorialità fa parte dell'esperienza di vita di tutte le soggettività che la scelgono."




Dopo il pranzo a SCUP il laboratorio: 

h16- 18 Che cos’è il transfemminismo? Approcci e pratiche transfemministe intersezionali. 

Il laboratorio è stato aperto dalla lettura da parte di Ambra della sua storia di donna trans e di quella di letta da Maria Luisa. Laurella ha poi dato una serie di suggestioni su cui si è lavorato in gruppi ristretti  Conclusioni:  le conclusioni sono state copiate integralmente dai cartelloni che sintetizzavano il lavoro di gruppo

C'è stato poco tempo per lo svolgimento del laboratorio 

Caratteristiche del transfemminismo:

  • Includente

  • Inclusione  e rivendicazione delle soggettività 

  • LiberatorioIntersezionaleDecostruttivo: grosso problema a vivere nella diversità e nell'accettarne le sfumature.

  • Ma è accettare la parola che definisce il cambiamento? 

  • Orizzontale

  • Centralità del corpoEmpaticoTrans…. = oltre il biologismo e il binarismo/i … nelle lotte e nelle pratiche.

  • AntirazzistaAntisessista

  • La sessualità è politica 

  • Relazioni libere e libere espressività 

  • Liberazione individuale fuori dall'imposizioni di ruoli, se non c’è spirito critico c’è tendenza a subirli, se ne è permeati. 

  • Un percorso intersezionale e di decostruzione fatto di relazione al fine di includere tuttu lu soggettività oppressu

  • Cos’è il “non binarismo”?

  • In altri paesi c’è una maggiore inclusione e il terzo sesso è riconosciuto. In Italia ci sono posizioni contrastanti, e la necessità di spazi di discussione e approfondimento 

  • Ci interessa l'obiettivo dell'integrazione? oppure bisogna cambiare radicalmente la prospettiva? (mantenendo la critica, anche in senso antirazzista, anticapitalista, antispecista e antiabilista)

  • Opportunità per eliminare lo stigma delle soggettività “non conformi” ai generi imposti (aspetto sociale fondamentale)

  • Devono esistere i nomi? (Classificare? È la base del controllo)  Linguaggio: strumentalizzato dal potere ma, proprio in quanto performante, anche strumento di costruzione di nuovi percorsi e di nuovi immaginari  L’uso di un certo tipo di linguaggio diventa pratica politica

  • Necessità dell’uso delle declinazioni di genere a/o/u

  • Sostituzione del maschile e femminile trasformando le parole che si usano (p.e. amici/amiche può diventare amicizia)

  • Radio eroti rock http://www.radiorock.it/series/erotirock/

  • Necessità di più spazi per partire dal personale

  • Partire da intelligenza emotiva 

18-20 Laboratorio: L'antispecismo è un possibile orizzonte di lotta per la liberazione umana e animale?

Con Alessandra, Gigia e Ornella e di Oltre La Specie.

Proiezione di video resistenza animale

https://www.youtube.com/channel/UCbKm3JebaD-nrRne-AA5B2w,

https://www.youtube.com/watch?v=EuMS5_wTLgY

lavoro in gruppi e costruzione di un "libro" collettivo. L’idea di partenza del laboratorio antispecista era quella di prospettare anche la questione animale come orizzonte di liberazione «DA». Cioè da quei ruoli già drammaticamente previsti, fissati e programmati all’interno delle logiche antropocentriche, capitaliste e pastoralpatriarcali  di omologazione e sfruttamento. Posti a costituire le fondamenta del grattacielo sociale occidentale dello sfruttamento, gli animali possono esistere sempre, solo e comunque in funzione umana: mucche DA latte, cani DA compagnia, galline ovaiole, selvatici DA spettacolo, DA zoo come prototipo di specie, DA carne ecc.Avevamo portato materiale vario (foglietti con citazioni di testi, fotografie, strumenti di oppressione,  targhette gialle da appuntare alle orecchie come per gli animali da reddito, ecc.Dopo la proiezione di due video (il cortissimo Dannato tempo - in cui si vede circa un minuto di non-vita di una mucca disegnata sullo sfondo delle stagioni che scorrono lontane dal suo nulla e dal battito del suo cuore che scandisce ciascuno dei 70 secondi ) e il video di Resistenza animale in cui sono raccolti alcuni episodi di ribellione (dal blog resistenza animale.noblogs.org) e che suggerisce la prospettiva di autodeterminazione e  di agency che tanto faticosamente i non umani cercano di ribadire, i materiali sono stati disposti all’interno del cerchio di seggiole degl astantu. In un’atmosfera molto suggestiva data dall’ora ormai tarda e dalla mancanza di luce, ciascunu si è incamminatu all’interno del cerchio di seggiole alla ricerca di suggestioni da raccogliere e di materiali con cui “scrivere“ le pagine di un libro. Tuttu hanno poi raccontato la propria pagina e le pagine sono state fotografate per la composizione di un libro on line da mettere nel sito.Nelle modalità di svolgimento, questo laboratorio si è fatto da sé, dettato dallo spazio in cui ci siamo trovatu, e dall’atmosfera che persone, cose e can* presenti hanno creato. Le criticità: forse lu presenti erano per la maggior parte già antispecistu o quanto meno già sensibili in merito alla sofferenza animale mentre il laboratorio nasceva da e per chi  sentisse la necessità e la curiosità di approfondire le  tematiche antispeciste. Inoltre  svariati temi  quali l'attivismo vegano, la bioviolenza (la violenza comunque insita negli allevamenti bio o nei cosiddetti allevamenti etici), la resistenza animale, l' intersezionalità con altre lotte, l'utilizzo di argomenti indiretti (quelli cioè che dovrebbero convincere a non cibarsi di animali quali salute umana, inquinamento, fame nel mondo ecc che, al di là della propria veridicità o meno, spostano il focus in senso antropocentrico) sono rimasti sospesi lungo il percorso a venire. https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria/blog




DOMENICA 11 NOVEMBRE

10- 12  Incontro aperto alle pratiche ed esperienze in una prospettiva di lettura intersezionale tra transfemminismi, antispecismi e ecofemminismi, con la dinamizzazione di Marita.

https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria/blog/seminaria-report

h 12-14 Presentazione e lancio della campagna riGENERIamociLIBERAmente con Laurella Arietti e Severin Ostara. 

Obiettivi della campagna riGENERIamociLIBERAmente:  

  • Potete trovare qui il testo della campagna frutto di un lavoro di scrittura collettiva https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria/blog/campagna per la liberazione dalla patologizzazione e dalla psichiatrizzazione di tutte le soggettività trans* (con la necessaria riformulazione della legge 164/1982)per la liberazione dalle mutilazioni genitali (chirurgia e medicalizzazione non necessarie) sui corpi delle persone intersessuali (o intersex), pratiche volte ad adeguare tutti i corpi alle aspettative di una società binaria.per la liberazione dalle terapie di conversione, anche dette riparative o di ri-orientamento sessuale che, alimentando il paradigma dell’eterosessualità obbligatoria, infliggono alle persone omosessuali assunzione di farmaci, psichiatrizzazione, isolamento sociale, riti religiosi ed esorcismi. Presentazione di Laurella : Laurella articola un discorso a partire dalla psichiatrizzazione e dalla patologizzazione dei territori, dei corpi, e di tutte le soggettività (in Italia è ancora vigente la disforia di genere come patologia psichiatrica) la cultura catalogante sostiene la logica capitalistica (sfruttare e asservire i corpi e gli ecosistemi alle leggi di mercato per trarne profitto)l’eteronormatività del binarismo di genere incasella tutte le persone trans come in transito da F a M o da M a Fgli interessi e i profittti delle multinazionali dei farmaci ( il 40% dei farmaci destinati alla cura della persona sono psicofarmaci)la violenza delle terapie riparative, delle mutilazioni genitali  sulle persone intersex, della medicalizzazione forzatail modello patriarcalela Chiesa (campagna di apostasia)  Gli obiettivi della Campagna riGENERIamociLIBERAmente dovranno rigenerare e attraversare le aree dell’educazione, della formazione e della cultura.Nella stessa ottica la campagna sostiene la riformulazione della L.164/82 Presentazione di Severin: Severin apre con un estratto di una conferenza di Paul Beatriz Breciado: «Credo che in termini critici e in termini teorici dovremmo chiedere la depatologizzazione della transessualità però credo che dovremmo includere anche un insieme di responsabilità collettive rispetto a quello che potremmo chiamare un effetto secondario del sistema di genere binarioSe vogliamo continuare a mantenere la finzione di un sistema di genere Femminile / Maschile, binario, dobbiamo accettare che ci sono corpi che desiderano passare da un sesso all’altro e questo cambio dovrà essere preso in carico dalla sanità nazionale, posto che è un effetto secondario di un modello che è imposto socialmente.Se vogliamo che la transessualità esca completamente dalla sanità nazionale, dovremo abolire la differenza Femminile / Maschile, a livello collettivo e statale.IL problema è il sistema di assegnazione Femmina / Maschio alla nascita. IL problema è il travestitismo del patriarcato medico-giuridico e l' eterosessualizzazione del  sistema di assegnazione del genere». Severin prosegue mostrando tre prodotti in gel a base di Testosterone che ha avuto in regalo da amicu trans non binariu che ne fanno uso in Spagna e in Germania. Severin in quanto persona che non risponde alle aspettative sociali binarie per una persona trans non è riconosciutu dallo stato italiano come persona trans e di conseguenza non ha accesso a ormoni e chirurgia.Severin prosegue interrogando l'assemblea con le domande qui di seguito: Qual è il costo politico ed economico dell’accesso alla sanità trans in Italia oggi? Siamo dispostu a rispondere alle domande dello psichiatra tedesco che rilascia la perizia con cui potremmo avere accesso alla chirurgia trans tedesca? «Che biancheria intima porti? Se io fossi il tuo partner sessuale cosa mi faresti?» Abbiamo il privilegio economico per accedere alla sanità trans privata? Si, No Se non lo abbiamo, siamo dispostu a chiedere sostegno economico agli stessi genitori biologici che si rifiutano di chiamarci con il nostro nome, che ritengono che l’unico modo per essere persone «trans normali» sia «da donna a uomo o da uomo a donna» Qual è il costo politico ed economico delle pratiche radicali nelle relazioni con la famiglia?  Qual è il costo politico ed economico delle pratiche radicali nelle relazioni con i medici?  Siamo dispostu a entrare in un ambulatorio che eroga un Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica ed Identità Psichica e affermare che il genere è una finzione politica?  Si, No, Non so  Interventi e proposte emerse ma non assunte (diventano base per incontri e discussioni successive)

  • Inserire nella campagna l’eliminazione dell’indicazione del genere nei documenti 

  • Come far vivere la campagna dentro NUDM nelle pratiche?

  • Cosa superare?

  • Esclusione, non ascolto, lettura diversa

  • Nessuna copertura mediatica degli assassinii di persone trans analogamente a quanto avviene per le donne cisgender non italiane ammazzate da uomini cisgender italiani: un esempio è la donna cisgender rumena, uccisa recentemente da un uomo cisgender italiano bianco

  • Violenza e guerra alle donne e a tutte le soggettività autoderminate (terra, territori, soggettività animali umani e non) 

  • Risposta politica a repressione delle istituzioni e della chiesa.

  • Superamento del paradigma coloniale binario di Femmina / Maschio

  • Come portare fuori da NUDM questi contenuti: Relazioni con altri gruppi –  collettivi – associazioni

  • Centri antiviolenza aperti a tutte le soggettività LGBPT*QIA+. come? Pratiche separatiste? Partire dalle esperienze che si sono fatte fuori dall' italia (le esperienze in italia sono inesistenti o non documentate).

  • Come si possono garantire spazi safer (anziché safe, visto che gli spazi sicuri non esistono) , ad esempio con spazi separatisti nel rispetto delle soggettività non cisgender.

  • Persone migranti trans / non binarie: come costruire canali, e ancor prima acquisire strumenti e linguaggi appropriati?

  • Centri e spazi per per uomini cisgender vittime di violenza?

  • Cosa sono oggi i Centri di Salute Mentale?

  • Possibilità di alleanze con il Movimento Antipsichiatrico?

Proposte concrete

  • organizzare incontri nei luoghi della formazionemedia, radio, social operatore/u nella sanità pubblica, nei centri antiviolenza

  • pensare a riflettere su possibili progettazioni per intervenire nello spazio urbano ( bagni, piscine, spazi pubblici, spogliatoi, stanze ospedaliere) per costruire alternative. Stanze singole. Sono discriminatorie?

  • Gruppo di relazione di persone che sono partner di persone trans, supporto confronto?

  • Consultori pubblici. Interessante presa di parola nell’assemblea dei consultori di Roma ( V municipio) in cui si sono espressamente nominate le esigenze delle soggettività LGBPT*QIA+

  • Inviare il testo campagna all’esterno, media, ordine dei medici, sindacati di base.

  • Raccolta consensi 

  • Interveniure sempre in caso di insulti che utilizzino i corpi animali e metafore animali per simbolizzare comportamenti umani 

  • Chiamare alla disobbedienza del personale medico/consultorio -> Ospedali stanze singole

  • Alleanze contro le violenze mediche su tutte le soggettività

  • Despichiatrizzazione infanzia: tendenza in aumento nell'uso di diagnosi psichiatriche e medicalizzazioni precoci (educazione, formazione)

  • Portare nel mondo della scienza e dell’accademia il problema del linguaggio (cisnormato e eteronormato, oppressivo, invisibilizzante) utilizzato.

  • Conrastare pink-purple-rainbow washing da parte delle strutture sanitarie e delle istituzioniIntervenire nell’Ospedale Spallanzani e negli ospedali dove si praticano interventi per persone trans che lo richiedano e/o mutilazioni genitali e medicalizzazioni non necessarie ai fini sanitari 

  • Seguire nell'organizzazione di laboratori in cui si lavori anche con il corpo 

  • Declinare l’autodeterminazione

  • Documenti: come in Germania, un tesserino valido come documento ufficiale d'identità (è accettato nella sanità tedesca, in una o due banche el circuito tedesco, non valido per viaggi in aereo) per persone trans* che riconosca genere Femminile, Maschile e Non Binario sulla base dell'autocertificazione (e chiaramente dell'autoassagnazione). Il tesserino specifica anche il pronome corretto o, se questo non esiste, nessun pronome

  • Aggravante specifica per omotransfobia attualmente non esistete, nominata e riconosciuta dall'ordinamento giuridico. bozza di legge?

  • Cosa fare per rispondere alla violenza



Al fine il saluto nel parco di Villa Fiorelli con i nostri corpi vestiti dei colori e delle forme delle nostre differenze e con la musica e le danze del frente murghero romano che ringraziamo come ringraziamo ognuna delle persone che hanno partecipato a questa tre giorni intensa, impossibile da raccontare 

84 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page