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  • Mari

LABORATORİA AL CLIMATE CAMP

31 ottobre 2021 h 17:30 ad Acrobax all'interno del programma del climate camp https://www.facebook.com/events/193027492909859/ organizzato a Roma dalla rete ecosistemica https://www.facebook.com/ReteEcoSistemica




Report


Come assemblee transterritoriali Corpi e Terra e Libere Soggettività Trans* di NUDM abbiamo avviato questo percorso laboratoriale nella giornata aperta del 10 luglio che ha avuto luogo a conclusione della settimana della campeggia ecotransfemminista ad Agripunk (5-10 luglio 2021). Agripunk, ex-allevamento intensivo di tacchine, è oggi un rifugio per animali resistenti che si trova in Valdambra, in provincia di Arezzo. Agripunk è oggi a rischio di sgombero, per questo la nostra assemblea è diventata parte attiva della campagna di sostegno ad Agripunk. https://www.facebook.com/agripunk.it

giornata aperta alla campeggia https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria/post/camminare-domandando-dalla-campeggia-a-la-zad


Il percorso laboratoriale è continuato in un altro luogo di resistenza che ha 40 anni di vita, la ZAD di Notre dame de Landes il 30 luglio (zona da difendere contro il megaprogetto di un aeroporto) che quest'anno ha organizzato un incontro intergalattico separato per donne e persone trans*, travesti, queer, non binarie, intersex,... L’incontro intergalattico si è inserito nella cornice della Gira por la Vida della caravana Zapatista e ha visto la partecipazione di parte dello squadrone 4+1, un gruppo di delegate e una delegata che sono sbarcate in Europa a maggio.

La Zad https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria/post/laboratorio-ecotrasnfemminista-multispecie


La laboratoria ha continuato a camminare nell'assemblea nazionale di NUDM il 9 ottobre scorso https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria/post/siamo-tutt%C9%99-animale-ognun%C9%99-con-la-sua-diversita

La laboratoria parte dalla proposta del viaggio zapatista, che ci interroga su quali siano le nostre lotte e ci invita a incontrarci per guardarci, raccontarci e domandarci, per trovare punti d’incontro tra lotte diverse per costruire insieme un mondo nel quale coesistano molti mondi. Per questo abbiamo cercato di partire da domande per stimolare un dialogo sulla critica al sistema capitalista che si basa sullo sfruttamento, devalorizzazione, e appropriazione del lavoro e dei corpi di animali umani e altri animali e sulle norme ciseteropatriarcali alla base della sua riproduzione.

Dal punto di vista metodologico, la laboratoria è organizzata Siamo partitə da un bagaglio di parole chiave che sono giustizia ecosistemica, giustizia multispecie, giustizia riproduttiva intersezionalità, transfemminismo, decolonialità, liberazione, la critica radicale all'antropocentrismo in una prospettiva multispecie, l'autodeterminazione sui propri corpi qualsiasi essi siano, l'urgenza di mettere al centro del nostro andare la costruzione di alternative dal basso ad una crescita che bisogna fermare.


Le pratiche emerse fino ad ora sono: il riconoscimento e la rinuncia ai privilegi, l'ascolto attivo, l'autocritica, la costruzione di parentele multispecie, il riconoscimento del binarismo primario umano/non umano, la decostruzione di ruoli e stereotipi di genere, il camminare domandando, la costruzione di un linguaggio inclusivo e non violento.


"La violenza strutturale del sistema si radica nella cultura ciseteropatriarcale e impone la sua riproduzione attraverso le norme binarie e le gerarchie di razza abilismo, genere e specie. Il patriarcato è il sistema di oppressione politico, economico, culturale e religioso che conferisce privilegi agli uomini “cishet” sugli altri corpi ed ecosistemi. Capitalismo e colonialismo ne condividono la matrice oppressiva che si ripete nei territori e nel tempo. Privilegi e gerarchie producono razzismo, sfruttamento, repressione e discriminazioni nei confronti delle donne, di tutte le persone che si sottraggono alle norme di genere (trans, travesti, persone non binarie, intersex e +), di orientamento sessuale (lesbiche, pansessualə, asessualə, poliamorosə, gay, e +), di abilismo, di razializzazione e di tutti gli individui che si sottraggono allo specismo.

E' necessario partire da sé, dalla consapevolezza dei privilegi e dalle scale di oppressione per costruire quell'intersezionalità necessaria ad una lotta ad un capitalismo sistemico che non può più essere settorializzata. Camminare domandando, ascoltare con la mente ma anche sentire con tutti i sensi.

La prospettiva è la liberazione per tuttu che si lega fortemente a pratiche di resistenza ma anche alla costruzione di alternative. Il nostro esserci con i corpi, le nostre relazioni, il nostro parlare e soprattutto il nostro ascoltare, l'apprendere dalle altre pratiche di lotta e di resistenza, il contaminarci è fondamentale. C'è sempre una grande resistenza politica alla diversità quando viene affermata.

Lo spazio politico va liberato per dare voce, forza ed espressione politica a tutte le diversità. Non c'è liberazione per nessun∂ se non ci liberiamo tuttə.

Ed ecco le riflessioni che vorremmo portare all'incontro con la caravana zapatista ma anche oltre negli spazi che attraversiamo nei nostri territori:




Queste le domnde presentate nella laboratoria al climate camp:

1. Autorappresentazione, narrazione e potere. L'essere umano ha deciso di autonarrarsi come "homo sapiens" per legittimare e giustificare qualsiasi forma di dominio e potere esercitato invece di riconoscersi come un abitante del pianeta al pari delle altre specie, un'autorappresentazione questa, che lo induce a pensare che possa "disporre" di altri corpi e considerare il tutto come "risorsa" a sua disposizione. L'animale viene identificato come essere inferiore. Questo consente l'animalizzazione e il distacco emotivo dai corpi altri per facilitarne lo sfruttamento, l'incarceramento, il manicomio o il TSO, la psichiatrizzazione, la tortura nei luoghi di detenzione e l'uccisione. La categoria di sesso è una categoria politica che assegna e determina ruoli utili al sistema. È l'oppressione che crea la necessità di categorie sessuali e non il contrario.

  • Come rompere quella gerarchia di potere imposta sugli altri corpi che è il paradigma della gerarchia di potere e di oppressione anche tra gli animali umani?

  • Quali i punti di connessione tra transfemminismi, movimenti ecologisti e multispecie?


2. Lavoro/produzione agricola e alimantare/consumi: Ci interessa porre al centro la questione del capitalismo globalizzato, del neoliberalismo, della colonialità e dell'estrattivismo. Vogliamo porci la questione delle scelte alimentari e quindi delle relative produzioni e consumi, non da un punto di vista individualista, moralista o colpevolizzante del soggetto consumatore, ma da un punto di vista radicale di presa di coscienza collettiva e condivisione delle responsabilità nei confronti di tutti i corpi.


  • Quali pratiche sono efficaci a livello g-locale?

  • Come ricostruire dal basso il nesso tra lavoro/produzioni/rigenerazioni/riconversioni/consumi?


3. Decolonizzazione ed eurocentrismo: La decostruzione del colonialismo introiettato è un processo individuale e collettivo che nasce dalle sollecitazioni del femminismo decoloniale, indigeno e nero.

  • Come sostituire la pratica della solidarietà verso le altre lotte con l'assunzione di responsabilità collettiva e di un cammino comune contro le multinazionali del capitalismo globale?

  • Come farlo a partire del valore della diversità dei nostri corpi e territori?


Prima di iniziare il lavoro sono stati proposti alcuni giochi energetici e di relazione per creare gruppo:

  • in cerchio ci passiamo l'energia inserendo man mano gesti e suoni per la decostruzione di una norma di narrazione

  • giro di nomi in cui diciamo il nostro e poi lanciamo il turno ad altre persone che devono ripetere il nome appena detto e il loro e poi andare avanti

  • si cammina ci si incontra si dice il proprio nome e un colore. Si assume il colore dell'altra persone e quando si ritrova il colore con cui ci si è presentatə si ritorna al proprio posto nel cerchio.


Dopo la presentazione del laboratorio si sono formati 4 gruppi di lavoro di una decina di persone ciascuno. Uno dei gruppi ha lavorato in inglese perchè persone provenienti da diversi paesi.




Riportiamo qui la restituzione:

Nuove parole chiave:

  • Rallentare senza fretta ma senza pause: Stili e ritmi di vita e consumi, eliminazione degli allevamenti e di un'agricoltura industriale e dello sfruttamento coloniale dei territori.



Risposte che aprono a ulteriori domande


Come rompere quella gerarchia di potere imposta sugli altri corpi che è il paradigma della gerarchia di potere e di oppressione anche tra gli animali umani?


  • Ci possono essere gerarchie decise collettivamente funzionali all'obiattivo del gruppo e basate sull'autorevolezza di saperi ed esperienze e non di poteri. Gerarchie di scopo e potere responsabile.

  • Rompere la pratica di imporre una lettura antropocentrica "gerarchica" umana agli altri animali.

  • Smantellare l'idea di utilità per giustificare le norme di gerarchie animali su altri animali

  • Non è giustificabile normalizzare "la naturalità" per appropriarsi di altri corpi.

  • Ripartire dalle relazioni. Riconsiderare criticamente il concetto eterocisnormato di famiglia aprendo alla famiglia multispecie.

  • Antispecismo come pratica di relazione. Non è solo il contatto con la natura a portare con sè la pratica antispecista. Gli animali allevati non sono mai felici perchè i loro confini sono le gabbie e il loro destino la macellazione. Parlare di relaziononi multispecie prendendo posizione ma senza parlare a nome di....

  • La globalizzazione capitalistica rafforza il dualismo natura/cultura anche se lo specismo è una pratica precapitalisma. Lo stesso concetto di natura/cultura è di per sè problematica e richiede approfondimento. Se tutto è naturale che cos'è naturale? Cosa sappiamo veramente dellə altrə animalə? Davvero conosciamo qualcosa che non sia il frutto del nostro agire il potere di oppressione e sfruttamento?

  • La consapevolezza dei privilegi è un aspetto importante e si lega a percorsi di formazione/educazione. La cultura da costruire è dentro di noi.

  • Importanza della narrazione: Chi scrive la storia? All'interno dei percorsi formativi attuali c'è una concentrazione della trasmisssione del potere basata proprio sull'insegnamento di storia e geografia. Raccontare la storia partendo da una prospettiva multispecie e con un altro punto di vista

Quali i punti di connessione tra transfemminismi, movimenti ecologisti e multispecie?

  • Individuare le convergenze e le connessioni dei dibattiti tra transfemminismi e pensiero multispecie con la pratioca dell'interattivismo

  • Costruire nuovi linguaggi comuni tra i movomenti che vadano a decostruire quelli discriminati, gerarchici e oppressivi

  • Attuare pratiche reali di intersezionalità: la divisione tra le finalità dei movimenti è funzionale al mantenimento delle oppressioni

2. Quali pratiche sono efficaci a livello g-locale? Come ricostruire dal basso il nesso tra lavoro/produzioni/rigenerazioni/riconversioni/consumi?

  • Problematizzare e approfondire il concetto di responsabilità individuale verso quella collettiva.

  • Evitare di dare per scontate delle risposte ma insistere sulle domande.

  • Lavorare sui processi anche se questo produce maggiore lentezza.

  • Creazioni di più comunità basate sull'autonomia della produzione del cibo e/o di consumo. Fare spese insieme, comprare sfuso, boicottare la grande distribuzione

  • Anche il contesto territoriale determina pratiche

  • Praticare azioni di resistenza civile, azione dirette, consapevolezza della possibilità di costruire alternative, autocosceienza, condivisione

  • Pratiche di costruzione dal basso: strategie contestualizzate nella realtà, mappature dell'esistente


3. Come sostituire la pratica della solidarietà verso le altre lotte con l'assunzione di responsabilità collettiva e di un cammino comune contro le multinazionali del capitalismo globale? Come farlo a partire del valore della diversità dei nostri corpi e territori?

  • Passare dalla solidarietà alla responsabilità anticapitalista collettiva. Assunzione di responsabilità di lotta nel mondo occidentale rispetto sia a multinazionali, che a progetti. Boicottaggio, sabotaggio, pratiche di resistenza. Agire qui e non solo solidarizzare con chi in prima persona da anni mette il suo corpo a difesa dell'ecosistema. Solidarietà e responsabilità devono andare insieme

  • Reti transterritoriali: condivisione di pratiche e di saperi


Il gruppo 3 ha espresso il suo lavoro con una grafica che qui alleghiamo


MIRARE AL CUORE PER ROMPERE I PUNTI DI CONNESSIONE DEL SISTEMA DOMINANTE CHE IMPONE ...



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